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Saperi condivisi
Tecnologie conviviali
Nessuno scopo di lucro
Anarcociclisti critici
Mobilità autoalimentata e veloce
Fuori dall'ingorgo del sistema
La bici aerea, leggera, quasi trasparente, è una miniera di esperienza, di gesti possibili, di cortesie e situazioni imprevedibili,
è una generatrice di contatti umani, d'incontri.
E', finalmente e di nuovo, l'avventura, il pellegrinaggio, la parola che acquista peso e senso nell'andare.
Emilio Rigatti, Minima Pedalia, Ediciclo, 2004, p. 18-19
DIECI ANNI DI MASSA CRITICA
Fonte: LUCA FAZIO - il Manifesto | 23 Febbraio 2012
Il 23 febbraio del 2002, a Milano, la prima Critical Mass cominciò a pedalare controcorrente facendo della bicicletta il mezzo più efficace per pensare un'altra idea di città. Parla Giovanni Pesce, fomentatore della prima ora
MILANO - Dieci anni fa, a Milano, un gruppo di pazzi senza meta cominciò a pedalare di sera stravolgendo il ritmo di una città che è cambiata (in meglio) anche grazie all'uso della bicicletta - che è ben altro dall'essere «solo» il mezzo per muoversi più moderno e intelligente del mondo. Se qualcuno pensa che Critical Mass sia stata solo un'allegra apoteosi di ruote, telai e manubri per fancazzisti a spasso si sbaglia di grosso. Ne parliamo con Giovanni Pesce, un fomentatore degli albori che questa sera, con un po' di nostalgia, inforcherà il suo mezzo per il solito appuntamento in piazza Mercanti (ore 22,30). Portate le candeline.
La bici è un'arte e i primi agitatori della Critical Mass l'avevano già capito dieci anni fa. Da allora come si è modificato l'immaginario della bicicletta?