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Fuori dall'ingorgo del sistema
«Ritieni che ci siano ancora spazi non sfruttati, nelle società vernacolari come in quelle industrializzate, [...] i che possano essere indirizzati a quello che una volta hai definito 'un mutamento fondamentale di direzione alla ricerca di un futuro di speranza'?». «Sì, questi spazi ci sono. La maggior parte di noi, a prescindere dalla povertà delle nostre circostanze di vita, può ancora rivendicare o marcare una soglia. Possiamo farlo anche con la memoria di qualcosa che è assente. Possiamo essere una fonte di limpidezza e di bontà per ogni altro individuo; questo, più gli spaghetti, è tutto ciò che abbiamo da condividere. [...]. Il dedicarsi agli altri, a ogni altro, è il generatore di un minispazio nel quale possiamo essere d'accordo sulla ricerca del bene».
Colloquio di Majid Rahnema con Ivan Illich, da "Il manifesto" del 22/10/2010.
Quello della non-violenza a pedali è anche un mezzo politicamente rivoluzionario.
M'immagino spesso una Città del Sole ciclabile, dove cambi il concetto stesso di “consumo”.
Si consumano le gomme, ci consumiamo noi:
però piano, senza che qualcuno ci spinga da dietro dicendoci: “consuma più forte”.
Emilio Rigatti, Minima Pedalia, Ediciclo, 2004, p. 14
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